Attacchi di Panico

L’Attacco di Panico è caratterizzato da un’ansia e una paura acute che insorgono in modo improvviso e inaspettato. La durata della crisi è di circa 10 minuti.

L’attacco di panico è tipicamente accompagnato da alcuni sintomi mentali e fisici: palpitazioni o tachicardia, senso di soffocamento, dolore o fastidio al petto (senso di oppressione toracica), sensazione di sbandamento o svenimento (vertigini, visione annebbiata), disturbi addominali o nausea, sensazione di torpore o formicolio, brividi di freddo o vampate di calore, tremori o scosse, bocca secca o nodo alla gola, sudorazione accentuata, sensazioni di irrealtà o sensazione di essere staccati da se stessi, paura di perdere il controllo o di impazzire, paura di morire.

Chi soffre di questo disturbo ha attacchi di panico inaspettati e ripetuti e nel periodo di tempo ad essi successivo (almeno un mese), si preoccupa che essi possano di nuovo sopraggiungere sviluppando una sorta di “paura della paura”, e teme che essi possano avere gravi conseguenze (il soggetto teme di avere malattie gravi come cardiopatia o epilessia, di perdere il controllo della propria vita, di poter impazzire).

L’Attacco di Panico può essere con o senza agorafobia. L’agorafobia è l’ansia che si prova quando in determinate situazioni (es. spazi aperti o chiusi, luoghi affollati, mezzi di trasporto) si ritiene difficile o imbarazzante allontanarsi o ricevere aiuto in caso di attacco di panico. Nel caso di Attacco di Panico con agorafobia il soggetto tipicamente mette in atto comportamenti di evitamento delle situazioni temute e comportamenti protettivi (es. portare con sé farmaci per l’ansia, tenere sempre sotto controllo le uscite di sicurezza).

Solitamente il decorso del disturbo di Attacchi di Panico tende ad essere cronico, ma si può imparare a prevenire e a gestire meglio le sue manifestazioni.

 

Psicoterapia cognitiva dell’ansia, (a cura di) S.Sassaroli, R.Lorenzini, G.M.Ruggiero, Raffaello Cortina, 2006

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