Lo stress attacca il corpo nei suoi punti più vulnerabili

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I sintomi da stress sono problemi fisici che subiscono l’influenza dello stress psicologico. La quantità di stress psicologico che accumuliamo nella vita e il modo in cui la gestiamo sono due fattori che influenzano significativamente la possibilità che i sintomi emergano o meno e, una volta apparsi, determinano anche la gravità del loro decorso.

Gli eventi che possono determinare stress psicologico sono quelli che implicano dei cambiamenti di vita, positivi o negativi che siano. Il matrimonio, la nascita di un figlio, la laurea, l’inizio di un lavoro, l’acquisto di una casa sono tutti eventi positivi, ma tendono a creare uno stress psicosomatico che, se mal gestito, può causare dei disturbi psicosomatici da stress. Certamente anche gli eventi negativi, come la fine di una relazione, la malattia o la morte di una persona cara, la perdita del lavoro, una perdita negli affari, l’accumulo di debiti, possono dare origine a sintomi psicofisici da stress. In ogni caso, è il vissuto soggettivo e la personale capacità di fronteggiare gli eventi che possono renderci più o meno vulnerabili allo sviluppo di disturbi psicosomatici.

Lo stress psicologico attacca il corpo nei suoi punti più vulnerabili. Tutti abbiamo fin dalla nascita delle vulnerabilità fisiche. Alcuni hanno un metabolismo lento e tendono a mangiare troppo e a ingrassare eccessivamente nei momenti di stress. Altri hanno sistemi digestivi delicati e tendono a sviluppare ulcere o colon irritabile. Altri hanno la pelle chiara e delicata e quando sono sotto stress soffrono di sfoghi cutanei o sviluppano un eczema. Lo stress psicologico scova le nostre vulnerabilità naturali e attecchisce su di esse.

Possiamo anche sviluppare delle vulnerabilità fisiche nel tempo, attraverso abitudini non salutari o con l’esposizione ad ambienti insalubri. Esempi di fattori ambientali insalubri sono la rumorosità eccessiva, l’inquinamento, il sovraffollamento e la criminalità. Mentre per fare un esempio di abitudine sbagliata, le ricerche dimostrano che una gran parte degli individui soggetti agli attacchi di panico sono cronicamente in iperventilazione. Cioè, essi hanno l’abitudine a respirare in maniera scorretta. Questa abitudine genera una vulnerabilità fisica che, sotto stress, si manifesta sottoforma di attacchi di panico. Altre abitudini sbagliate sono quella di fumare, bere troppo, avere rapporti sessuali non protetti, mangiare troppi cibi confezionati, stare troppo poco all’aria aperta o fare troppo poca attività fisica.

 

Psiconeuro Endocrino Immunologia. I fondamenti scientifici delle relazioni mente-corpo. Le basi razionali della medicina integrata. Francesco Bottaccioli, Red Edizioni, 2005

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