Disturbo ossessivo compulsivo: quali esperienze rendono vulnerabili al DOC?

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Numerosi studi hanno dimostrato l’esistenza di una correlazione tra un eccessivo senso di responsabilità e la tendenza a sviluppare un disturbo ossessivo compulsivo.

Salkovskis e colleghi (2000), partendo dall’esperienza clinica, hanno identificato diverse esperienze precoci che potrebbero aver contribuito a rendere esagerato il senso di responsabilità dei pazienti ossessivi.

Tra queste:

- essere caricati in tenera età di una responsabilità eccessiva, per assenza o incompetenza altrui. Ad esempio, il primogenito di una madre depressa e di un padre alcolista che è costretto ad assumersi la responsabilità del fratellino;
- un incidente in cui una propria azione/omissione ha effettivamente contribuito in modo significativo ad un grave danno per sé o per altri;
- un incidente in cui il soggetto ha avuto l’impressione che un proprio pensiero e/o una propria azione od omissione abbia causato un grave danno. Ciò può accadere, ad esempio, quando un bambino, molto arrabbiato, desidera fortemente che un adulto muoia e, nei giorni successivi, capita che disgraziatamente l’adulto muoia davvero;
- essere stati sistematicamente sollevati da qualunque minima responsabilità e, di conseguenza, non essersi mai sentiti responsabili;
- un’educazione caratterizzata da regole di condotta e doveri rigidi ed esagerati.

Il DOC è un disturbo invalidante che riduce notevolmente le capacità di realizzazione esistenziale. I pazienti ossessivi, a causa del loro disturbo, spesso non riescono a svolgere un’attività lavorativa o debbono contentarsi di mansioni a bassa responsabilità, inferiori alle loro capacità lavorative. Inoltre il disturbo si riflette negativamente anche sulla qualità e la durata delle relazioni amicali ed affettive: si calcola che il 50 % dei pazienti non riesce a stabilizzare o a mantenere un rapporto di coppia (Smeraldi, 2003).

Se affrontato per tempo il disturbo ossessivo compulsivo può risolversi completamente con una psicoterapia cognitivo comportamentale, attualmente riconosciuta come la psicoterapia più efficace per questo genere di disturbi, evitando così che ossessioni e compulsioni si cronicizzino nel tempo.

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