Emetofobia: la paura di vomitare

Una fobia sempre più frequente negli ultimi anni è l’emetofobia, ossia la paura eccessiva e irrazionale di vomitare.

Chi soffre di emetofobia lamenta di aver paura di perdere  improvvisamente il controllo sul proprio corpo, soprattutto se in situazioni pubbliche.

La perdita di controllo che si verifica in un episodio di vomito, fa sentire il soggetto ematofobico debole e vulnerabile, in balia di sensazioni spiacevoli percepite come intollerabili. Se l’episodio di vomito si verifica in situazioni pubbliche, l’aspettativa è quella di ricevere un giudizio sociale negativo connotato da rifiuto e disgusto.

Così come nell’ipocondria, nell’emetofobia è presente un’ipervigilanza nei confronti delle proprie sensazioni fisiche che, nel caso dell’emetofobia, sono circoscritte all’apparato gastrointestinale, nel continuo timore che l’evento paventato (una malattia per l’ipocondriaco, il vomito per l’emetofobico) si possa verificare.

Conseguenze

Tra le conseguenze più gravi di questo disturbo ci sono le limitazioni nella vita sociale, per il timore di trovarsi a vomitare in pubblico, e il dimagrimento, che può essere anche significativo e che è dovuto alla necessità di limitare il più possibile l’ingestione di cibo per ridurre la probabilità di vomitare.

Spesso l’emetofobia si presenta associata a fobia sociale o agorafobia. La differenza tra queste due condizioni è che i soggetti con emetofobia associata  ad ansia sociale riescono ad affrontare relativamente bene l’idea di sentirsi male se nessuno è presente. Chi è agorafobico invece potrebbe trovare la stessa circostanza angosciante a causa della difficoltà di ricevere aiuto da qualcuno se ce ne fosse bisogno.

Insorgenza

L’emetofobia insorge solitamente in età adolescenziale. Spesso succede che chi soffre di emetofobia giunga dallo psicologo in età adulta perché,  pur essendo afflitto da questa fobia da sempre, è riuscito a convivere col proprio problema fino a quando non si è verificato un evento che  lo ha messo nella condizione di farci i conti. Ad esempio il desiderio di una gravidanza e la paura delle nausee ad essa connesse potrebbe essere il motivo scatenante di una richiesta di aiuto psicologico.

Cause e terapia

Non sembra esserci una causa specifica per lo sviluppo dell’emetofobia, ma spesso c’è una correlazione con brutte esperienze di vomito connotate da vissuti costrittivi o di rifiuto sociale.

Il ricorso a farmaci antiemetici, anche se inizialmente potrebbe tranquillizzare, non rappresenta una soluzione ed è controindicato: gli antiemetici sono farmaci che, per loro natura, dovrebbero essere assunti  solo quando il problema non si basa su una psicopatologia.

Allo stesso modo, l’utilizzo di farmaci ansiolitici, sebbene possano aiutare a contenere gli stati d’ansia, non permettono di risolvere il problema dal momento che non ne risolvono le cause profonde e non permettono di imparare a comprendere e gestire i meccanismi che ne sono alla base.

Ad oggi l’unica cura possibile dell’emetofobia consiste pertanto in un valido trattamento psicoterapico che permetta di comprendere come si è sviluppato il disturbo e come superarlo.

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