Cosa sono i disturbi sessuali

Un disturbo sessuale è caratterizzato da un’anomalia del processo che sottende il ciclo di risposta sessuale, o da dolore associato al rapporto sessuale. Il ciclo di risposta sessuale può essere diviso nelle seguenti fasi:

Desiderio. Questa fase consiste in fantasie sull’attività sessuale e nel desiderio di praticare attività sessuale.

Eccitazione. Questa fase consiste in una sensazione soggettiva di piacere sessuale e nelle concomitanti modificazioni fisiologiche. Le principali modificazioni nel maschio sono la tumescenza del pene e l’erezione. Le principali modificazioni nella donna sono la vasocongestione pelvica, la lubrificazione e la dilatazione della vagina, e la tumescenza dei genitali esterni.

Orgasmo. Questa fase consiste in un picco di piacere sessuale, con allentamento della tensione sessuale e contrazioni ritmiche dei muscoli perineali e degli organi riproduttivi. Nel maschi c’ è la sensazione di inevitabilità dell’eiaculazione, seguita dell’emissione di sperma. Nella donna vi sono contrazioni (non sempre percepite soggettivamente come tali) della parete del terzo esterno della vagina. Sia nel maschio che nella donna sono presenti contrazioni ritmiche dello sfintere anale.

Risoluzione. Questa fase consiste in una sensazione di rilassamento muscolare e di benessere generale. Durante questa fase i maschi sono fisiologicamente refrattari ad ulteriori erezioni ed orgasmi per un periodo variabile di tempo. Al contrario, le donne possono essere in grado di rispondere a nuove stimolazioni quasi immediatamente.

I disturbi sessuali possono riguardare una o più di queste fasi e possono essere di tipo permanente, se presenti fin dall’inizio dell’attività sessuale, o di tipo acquisito se si sviluppano dopo un periodo di funzionamento normale. Il disturbo sessuale può inoltre essere di tipo generalizzato, se non è limitata a certi tipi di stimolazione, di situazioni o di partners, oppure viceversa è di tipo situazionale.

Fattori psicologici possono avere un ruolo preminente nell’insorgenza, nella gravità, nell’esacerbazione o nel mantenimento della disfunzione sessuale, oppure combinarsi a una condizione medica generale o all’uso di sostanze (inclusi gli effetti collaterali dei farmaci) che contribuiscono a creare il disturbo, o che a volte da soli sono sufficienti a giustificarlo.

La valutazione clinica sulla presenza di un disturbo sessuale tiene conto delle caratteristiche etniche, culturali, religiose e sociali che possono influenzare il desiderio e le aspettative sessuali, e l’atteggiamento nei confronti della prestazione. Per esempio, in alcune società si dà meno importanza ai desideri sessuali di una donna (specie quando la fecondità è la preoccupazione primaria). L’invecchiamento può essere associato con una diminuzione dell’interesse e del funzionamento sessuale (specie nei maschi), ma esistono ampie differenze individuali per quanto riguarda gli effetti dell’età.

La diagnosi di disturbo sessuale non si pone neppure se la disfunzione è meglio attribuibile ad una altro disturbo psichico, ad esempio, se un diminuito desiderio sessuale compare solo nel contesto di una depressione maggiore. Comunque, se l’anomalia del funzionamento sessuale è precedente al disturbo psichico, oppure richiede di per sé attenzione clinica, si fa un’ulteriore diagnosi di disfunzione sessuale.

Di solito se è presente una disfunzione sessuale, ad esempio un disturbo dell’eccitazione sessuale, saranno facilmente presenti anche altri disturbi sessuali, ad esempio un disturbo da desiderio sessuale ipoattivo. Problemi occasionali riguardanti il desiderio sessuale, l’ eccitazione o l’orgasmo, non persistenti o ricorrenti oppure non accompagnati da notevole disagio o da difficoltà interpersonali, non vengono considerati disturbi sessuali.

 

Clinica delle disfunzioni sessuali. A. Fenelli, R. Lorenzini, Carocci, 2012

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