Asse intestino-cervello e Depressione

problemi intestinali depressione

Problemi intestinali e depressione – Che collegamento c’è?

Dolori addominali, dissenteria, inappetenza, compaiono spesso durante particolari stati emotivi come ansia e depressione. E spesso i pazienti con disturbi funzionali dell’apparato digerente, riferiscono anche alterazioni del tono dell’umore.
Per decenni le manifestazioni aspecifiche del tubo digerente sono state interpretate come la diretta conseguenza di tensioni nervose. Ma sarà vero anche il contrario?

Una crescente mole di studi sta documentando gli effetti dei problemi intestinali sul cervello e sul comportamento, tanto da coniare un termine per descrivere questa relazione: “asse intestino-cervello”.
La salute dell´intestino è di importanza centrale per il corretto funzionamento di tutto l´organismo, inclusi mente e cervello. Non si tratta, però, di un’influenza unidirezionale, ma di uno scambio reciproco tra cervello ed intestino.

La depressione è associata ad alterazioni del microbiota intestinale

Tra i diversi fattori di tipo fisiologico che possono contribuire ai cambiamenti nelle funzioni cerebrali associati alla depressione, vi è “l’asse intestino-cervello”. In particolare, la depressione sembrerebbe associata ad alterazioni nella composizione del microbiota intestinale, che costituisce l’insieme dei micro-organismi (prevalentemente batteri) che si trovano nel nostro intestino. Il microbiota partecipa ad una miriade di funzioni differenti, dal sintetizzare i nutrienti e le vitamine all’aiutare la digestione del cibo che ingeriamo. I batteri “buoni” possono anche favorire l’armonia del corpo attenuando il livello di cortisolo e di adrenalina, i due ormoni associati allo stress, che possono danneggiare il corpo quando continuano ad essere elevati.

In caso di depressione, la ricchezza e la varietà del microbiota risultano notevolmente ridotte. Tali alterazioni influiscono sullo stato dell’umore attraverso il sistema immunitario, il sistema neuroendocrino e quello neurale. In quest’ultimo caso, soprattutto tramite il nervo vago e la modulazione di neurotrasmettitori come la serotonina, la noradrenalina e la dopamina.

Imparare ad ascoltare il corpo per preservare la salute fisica e mentale

Se ci sentiamo giù d’umore, magari stanchi e rallentati, senza riuscire a comprenderne la ragione, chiediamoci dunque in che condizioni si trova il nostro intestino. Chiediamoci se digeriamo bene, se stiamo mangiando troppo o in modo sregolato, se ci sono alcuni cibi che ci lasciano un forte senso di pesantezza, o se stiamo conducendo forse una vita un po’ troppo sedentaria.

Riuscire ad ascoltare i segnali che il corpo ci invia continuamente, è dunque fondamentale non solo per preservare la salute fisica ma anche quella mentale.

 

Bibliografia

Alper, E. & Ceylan, M.E. (2015). The gut-brain axis: The missing link in Depression. Clinical Psychopharmacology and Neuroscience, 13(3), 239-244

Rhee, S.H., Pothoulakis, C., Mayer, E.A. (2009). Principles and clinical implications of the brain–gut–enteric microbiota axis. Nature Reviews Gastroenterology and Hepatology, 6(5), 306

In sintesi
Asse intestino-cervello e Depressione
Titolo articolo:
Asse intestino-cervello e Depressione
In breve:
Dolori addominali, dissenteria, inappetenza, compaiono spesso durante particolari stati emotivi come ansia e depressione. E spesso i pazienti con disturbi funzionali dell’apparato digerente, riferiscono anche alterazioni del tono dell’umore.
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Psicologa Torino, Psicoterapeuta Torino, Sessuologa Torino

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