Sai regolare le emozioni o ne sei sopraffatto?

regolare le emozioni

L’abilità di elaborare e regolare le emozioni, è un elemento importante della salute psicologica. Prima o poi, ognuno di noi si trova a confrontarsi con situazioni difficili, paure, eventi dolorosi, sfide. Se manca un’efficace gestione delle emozioni, il rischio è di non riuscire a fronteggiare al meglio il disagio sperimentato e venirne sopraffatti.

Di seguito ti propongo due esempi di differenti modalità di fronteggiamento di una situazione difficile. Questa lettura potrà aiutarti a comprendere qual è la tua abilità di regolazione emotiva.

Due modi diversi di affrontare la fine di una relazione

(tratto da: “La regolazione delle emozioni in psicoterapia”, 2013)

Andy riconosce di provare emozioni diverse. Sperimenta tristezza, rabbia, ansia confusione, ma anche un leggero sollievo. Ritiene che avere così tante emozioni diverse non sia contraddittorio, ma che, piuttosto, rifletta la complessità delle relazioni umane. Considera normale ciò che prova e ne parla al suo amico, accettando il suo conforto anche se non sempre si sente capito e supportato come lui vorrebbe.

Crede che non tutto debba essere necessariamente chiaro e semplice, di conseguenza non si perde in continui rimuginii. Capisce che sta attraversando un periodo stressante, e si impegna in attività per lui piacevoli e rilassanti, che possono aiutarlo a stare meglio. Si sente triste ma riesce ad essere comprensivo con sé stesso, ripetendosi che è il tipo di persona che desidera essere.

Pensa ai propri valori e ai propri obiettivi a lungo termine. Spera di conoscere in futuro una persona più adatta a lui, dà valore all’impegno e all’amore e accetta che può essere infelice, almeno per un po’. Lascia che le emozioni negative vadano e vengano, perché sa che, affinché si allontanino definitivamente, deve prima viverle. Andy usa il buon senso e sa vivere e regolare le proprie emozioni.

Carl, purtroppo, non è altrettanto abile nella gestione delle sue emozioni. Carl crede di dover provare un’unica emozione e non riesce a capire né ad accettare i suoi sentimenti contrastanti. Rumina sull’accaduto, si isola e rimane inattivo. Nella vita ha bisogno di certezze e di linearità. Si vergogna della propria vulnerabilità emozionale e cerca di calmarsi bevendo più del dovuto.

Quando la tristezza lo pervade, crede di doversene sbarazzare immediatamente, quindi si ingozza di cibo e consulta per ore materiale pornografico. Ha paura di piangere ma, quando finalmente si lascia andare, pensa ancora di più di essere debole e patetico. Quando vede il suo amico, gli vomita addosso una serie di lamentele per il fatto di essere stato lasciato e si arrabbia ancora di più, perché non si sente capito.

Si rintana in casa, nell’attesa di sentirsi meglio prima di ricominciare a frequentare i suoi amici o di tornare in palestra per rimettersi in forma. Carl non sa regolare le sue emozioni: pensa che non abbiano senso, se ne vergogna, non riesce ad accettare i sentimenti contrastanti. Di conseguenza Carl usa strategie di fronteggiamento maladattive, bevendo, isolandosi, accusando e ruminando.

A differenza di Andy, a Carl potrebbe tornare utile un consulto psicologico. Grazie all’aiuto di uno psicologo, Carl potrebbe imparare ad accettare le proprie emozioni, senza assumere un atteggiamento giudicante verso se stesso e cercando di trarre il massimo da una situazione temporaneamente sfortunata.

 

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